Slide background

CONSULTA

Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Alla ricerca di un catering
per il tuo matrimonio?
LE NOSTRE PROPOSTE
Slide background
Voglia di nuovi sapori
in cucina?
CLICCA QUI
Slide background
Sono tornate le
Cookin’ Experience
SCOPRI IL CALENDARIO
Slide background
Vuoi festeggiare
l’addio al nubilato
in cucina?
CLICCA QUI
Slide background
Cerchi un’idea per un
team building esclusivo?
CLICCA QUI
Slide background
Sei alla ricerca di
un VERO Brunch
in stile newyorkese?
CLICCA QUI
Slide background
Voglia di nuovi colori
in cucina?
CLICCA QUI

Perché si frigge a Carnevale?

Perché a Carnevale si frigge?
Carnevale è sinonimo di festa, colori, maschere… e fritto! Dalle chiacchiere alle frittelle, passando per castagnole e bomboloni, ogni regione italiana ha la sua specialità, ma tutte condividono un tratto comune: la cottura in olio bollente. Ma da dove nasce questa tradizione? E perché proprio il fritto è il protagonista indiscusso di questa ricorrenza? Scopriamolo insieme!

Un’esplosione di gusto prima della Quaresima.
Carnevale, dal latino carnem levare (ovvero “eliminare la carne”), rappresentava l’ultimo periodo di abbondanza prima dell’inizio della Quaresima, il periodo di digiuno e privazioni che conduce alla Pasqua. Proprio per questo motivo, durante il Medioevo, si approfittava dei giorni di Carnevale per consumare tutti quei cibi ricchi e calorici che sarebbero stati banditi nelle settimane successive. Lo strutto e l’olio abbondavano nelle dispense, così quale modo migliore per impiegarli se non friggere dolci golosi.

Il fritto come simbolo di festa e abbondanza.
Friggere è da sempre sinonimo di festa. Il cibo fritto è croccante, dorato, profumato e irresistibile. Nelle culture antiche, tra cui quella romana, il fritto era già protagonista delle celebrazioni: i Romani, infatti, preparavano dolci fritti simili alle nostre chiacchiere, come le frictilia, frittelle di farina e miele servite durante i Saturnali, festività che possiamo considerare un lontano antenato del Carnevale.

Un piacere senza tempo.
Oggi, nonostante le abitudini alimentari siano cambiate e l’attenzione alla linea sia più diffusa, il rito della frittura a Carnevale resiste. Perché? Perché il profumo di un dolce fritto appena fatto è in grado di riportarci all’infanzia, alle feste in famiglia, ai momenti spensierati. E perché, almeno una volta l’anno, cedere alla tentazione del fritto è un peccato che vale la pena concedersi!

In Spagna, i dolci fritti di Carnevale si chiamano buñuelos e sono spesso ripieni di crema o cioccolato.
In Francia, si preparano i bugnes, simili alle chiacchiere italiane.
In Brasile, il Carnevale è accompagnato da sonhos, frittelle ripiene di crema.
In Germania, si festeggia con i Berliner, soffici bomboloni farciti.
Dunque, se vi state chiedendo se sia il caso di preparare chiacchiere, frittelle o castagnole per Carnevale, la risposta è una sola: assolutamente sì!
Buon Carnevale e… se volette una ricetta dii successo per le bugie: cliccatte qui