Così buone che una tira l’altra, le ciliegie sono le protagoniste indiscusse della stagione più mite.
Sebbene siano originarie dell’Asia, oggi la produzione italiana è tra i primi posti al mondo, sia come quantità che come qualità, nonostante i frutti siano disponibili solo in un breve periodo dell’anno: la raccolta, normalmente manuale, avviene infatti nel periodo che va dagli ultimi giorni di maggio fino ai primi di luglio.
Le ciliegie si dividono di due grandi tipologie: quelle a frutto dolce e quelle a frutto acido. Vediamole nel dettaglio.
Appartengono alla categoria del ciliegio a frutto dolce (Prunus avium) le duracine, dette anche duroni, e le tenerine. Perfette da gustare a fine pasto, ma anche ottime da usare per la realizzazione di dolci.
LE DURACINE
Dette anche duroni, sono piante di notevole sviluppo che possono raggiungere anche i 20 metri d’altezza. I frutti hanno la polpa soda e croccante che può essere, secondo la varietà, bianca, rossa o nerastra. Tra queste spiccano le Durone Nero di Vignola, le Graffione di Pecetto, che hanno un frutto molto grosso color rosso scuro e le Durone Nero dell’Anella, più dolce e dal colore brillante.
LE TENERINE
Sono piante di dimensioni più ridotte e con una crescita più lenta. Hanno foglie grandi e ovali mentre i fiori sono generalmente bianchi. Hanno la polpa molle e molto succosa, solitamente rossa o nera. Tra queste troviamo la Black Star, grande, dal colore rosso scuro, e dal gusto dolce e la Brooks, forma grossa e schiacciata, rosso brillante e dal sapore dolce.
Alla categoria del ciliegio a frutto acido (Prunus cerasus) appartengono invece: le amarene, le visciole e le marasche….tutte quante ottime per le confetture!
LE AMARENE
I furtti, di forma ovaleggiante e colore rosso chiaro, hanno un sapore leggermente acidulo e amarognolo. Perfette per essere consumate sciroppate.
LE VISCIOLE
Le visciole sono più tondeggianti, sono di color rosso brillante come la polpa e il succo e sono più dolci delle amarene.
LE MARASCHE
Sono la varietà che più si differenzia dalle comuni ciliegie. I frutti sono piccoli, dal sapore amaro ed acido e dal colore rosso scuro, tendente al nero.
Il loro sapore acidulo rende il consumo fresco non molto gradito e quindi poco diffuso. Proprio per questo le marasche vengono prevalentemente usate in cucina, nella preparazioni di dolci, confetture, sciroppi e soprattutto un ottimo liquore molto famoso, il Maraschino.
Belle e buone, le ciliegie sono ricche di vitamine e si rivelano una toccasana per il benessere di tutto l’organismo e la composizione dei principi nutritivi non cambia molto da una varietà all’altra.
Oltre alle vitamine A e B, troviamo proteine, sali minerali di calcio, magnesio e ferro e numerose sostanze antiossidanti, principalmente antociani, alleati perfetti per le loro proprietà antinfiammatorie e disintossicanti.
E, contrariamente a ciò che si pensa, le ciliegie sono ricche di zuccheri ma con un minimo apporto calorico, appena 38 kcal ogni 100 grammi, ideali quindi per una dieta ipocalorica.
Diverso il discorso, invece, se si sceglie di consumare le ciliegie sciroppate o disidratate.
Queste infatti sono molto più ricche di zuccheri aggiunti e naturali che fanno aumentare vertiginosamente il conteggio calorico.
Quando si parla di galateo della tavola, non sono comprese solo quelle regole di comportamento che spiegano cosa è meglio fare e non fare ma significa anche mise en place cioè letteralmente apparecchiatura della tavola.
Apparecchiare bene una tavola è un gesto importante non solo per valorizzare le pietanze ma anche per mostrare ai commensali che sono i benvenuti.
Forse oggi ci sediamo a tavola in modo più informale, ma questo non significa che dobbiamo dimenticare le regole di mise en place che si sono evolute nel corso degli anni.
Le tipologie di apparecchiatura sono fondamentalmente due:
• apparecchiatura formale
• apparecchiatura informale
L'allestimento di base è accettabile per tutte le occasioni e contiene quel minimo di formalità adatta a qualsiasi occasione, che si tratti di una colazione, di un pranzo, di un brunch, di una cena o altro.
Ecco le regole di base:
• usate una tovaglia pulita e stirata o una tovaglietta per ogni posto
• posizionate i piatti su ogni posto (piatto piano o steso e piatto fondo a seconda delle tipologie di portata)
• il tovagliolo va a sinistra del piatto, piegato o arrotolato
• posizionate la forchetta sul tovagliolo o a sinistra del tovagliolo
• posizionate il coltello a destra del piatto con la lama rivolta verso l’interno e l’eventuale cucchiaio da minestra a destra del coltello
• infine mettete il bicchiere per l’acqua sopra il coltello e più internamente quello del vino.
E quando si tratta di una cena più formale?
Cominciamo dai piatti.
In una tavola formale il sottopiatto è quasi necessario. Ricordate che dovrà essere in contrasto con il colore scelto per la tovaglia e qualora fosse in argento, anche il piattino del pane dovrà esserlo. Sopra al sottopiatto va sistemato il piatto piano, quello per il secondo. Sopra al piatto piano va sistemata la fondina. Se è prevista una zuppa (o un consommé, ricetta caduta ormai in disuso) che prevedono una tazza, non mettete il piatto fondo. Sopra al sottopiatto, in alto a sinistra, va posizionato il piattino del pane.
Le posate.
A sinistra del piatto vanno posizionate le forchette. A cominciare dall’esterno ci sarà la forchetta da antipasto, quella del primo e quella del secondo più vicina al piatto. Se qualcuna delle vostre portate prevede il pesce, ricordate che esiste una forchetta apposita e che dovrà essere posizionata secondo la portata.
Avete previsto un brodo o una zuppa? Il cucchiaio va posizionato a destra del piatto, dalla parte più esterna. Procedendo poi verso l’interno troverete il coltello del secondo piatto. Qualora ci fossero portate di pesce (filetti o tranci) il coltello da pesce deve essere posizionato tra il cucchiaio e il coltello da secondo. Si passa poi alle posate da frutta e da dolce. Queste ultime devono essere posizionate sopra al piatto partendo dall’alto in questo ordine: cucchiaio da dolce, posizionato con il manico rivolto a destra; forchettina da dolce o da frutta, con il manico rivolto verso sinistra; e infine il coltello da frutta, con il manico rivolto a destra.
Ricordate che dovranno essere inserite solo le posate realmente utili per il menu che porterete in tavola.
I bicchieri
Tutti i bicchieri vanno sistemati in alto a destra, sopra coltelli e cucchiaio.
Il bicchiere dell’acqua, solitamente un tumbler basso, potrà essere il più esterno o potrà essere posizionato accanto alle posate da dolce. I calici da vino bianco e vino rosso devono essere posizionati uno accanto all’altro partendo dalla destra con quello del vino bianco. In alto ai due bicchieri da vino potrete posizionare quello da spumante o vino dolce per il dessert.
Tovaglia e tovagliolo
Per una cena formale dimenticate le tovagliette all’americana o i runner, ci vuole una tovaglia e deve anche essere stirata alla perfezione. Lo stesso vale per il tovagliolo che dovrà essere poi posizionato a sinistra del piatto, oltre le forchette. Il tovagliolo dovrà essere posizionato con i lembi aperti verso l’esterno, mai verso il piatto. Potete piegarlo a triangolo o a rettangolo, come preferite, ma ricordate…. a casa non dovete mai posizionarlo sul piatto (cosa che avviene solo nei ristoranti).
Dettagli
Infine, se avrete un segnaposto potrete posizionarlo tra il piattino del pane e le posate da frutta e dolce.
E ora siete pronti per sfoderare il servizio chiuso da anni nell’armadio…e farete un figurone!























